Dicono di me..

Dicono di me:
“alle 16:06 era depressa,
alle 16:08 era felice.”

Dicono di me
che mi sono inaridita

Dicono di me
che ho perso l’ispirazione,
e forse è anche vero.

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Mi Manchi.

Ogni volta che ti penso mi blocco. Non parlo più, non rido più, non scrivo più. Scrivere di te è una delle cose più difficili che abbia mai fatto nella mia vita. Ma adesso lo sento necessario, sento che devo farlo. è un bisogno impellente. Devo liberarmi. Devo mettere nero su bianco la nostra storia, devo mettere nero su bianco quanto la mia vita sia incompleta senza di te. Ogni volta che ti penso mi manca il fiato. Soffoco.

Mi mancano i pranzi con te, mi manca il tuo sapere sempre i miei gusti, mi manca “piadina stracchino e rucola, e sì già ti ho comprato anche il Ginger che so che ti piace tanto”, mi mancano le serate a guardare i film sul divano, che poi il film lo sceglievo sempre io, mi mancano le telefonate nel cuore della notte quando sentivi il bisogno di parlare, mi manca stringerti la mano quando ho paura, mi mancano i tuoi abbracci, mi manca il gesto che facevi per spettinarmi i capelli, mi mancano le passeggiate insieme, il gelato sempre nel solito posto, le cene che “dai Buba, fammi prendere la pizza con le cipolle”, mi manca che non mi importava nulla della cipolla, mi bastava essere con te, mi manca il tuo odore, mi manca averti nella mia vita, mi manca un pezzo del mio cuore, un pezzo di me.

I momenti più belli della mia vita li ho passati con te. Dopo l’esame di maturità andammo insieme a fare la spesa e mi cucinasti la pasta, ricorderò sempre l’odore di pomodoro mischiarsi con l’odore dolce della libertà, ma anche con le nostre paure, con un futuro incerto. Quando sono stata terrorizzata tu c’eri, quando sono stata felice eri lì con me. Quanto vorrei dirti che adesso sono serena, che sto bene, che finalmente ho trovato me stessa, la mia strada, quanto vorrei che mi tenessi la mano mentre cammino verso la vita.

La lontananza mi uccide. Potrai mai perdonarmi? Potremmo mai ritrovarci? Avrò mai una vita con te? Torna, sono qui ad aspettarti. Mi manchi Bubino mio.

“E il vero amore può 

nascondersi, 

confondersi 

ma non può perdersi mai 

Sempre e per sempre 

dalla stessa parte mi troverai..”

“Sempre e per sempre”, Francesco De Gregori.

Nudi.

Le tue mani su di me

sudo parole d’amore

incise sulla mia pelle

La tua bocca mi sfiora

i tuoi occhi mi attraversano

mangio ogni tuo sguardo

mai sazia

Mi inebrio del tuo odore

che sale fin nella mia testa

arde i miei pensieri

mi stringe nella sensuale morsa

della notte

Nudi,

a coprirci solo il buco nero del cielo.

Nuovi baci.

Nel cercare qualcuno

Che amasse la sabbia sotto i piedi

Mi sono persa dentro di te

La mappa è bruciata

Sotto il calore dei tuoi baci

La strada è sconosciuta

Come le tue mani su di me

Mi sono persa dentro di te

Te che non hai mai conosciuto il mare,

Te che forse hai letto dentro di me.

Ritornata a pieno regime in Toscana. Svogliata. Mi perdo tra nuova braccia. Non so se siano quelle giuste. Non so se sia giusto. Per adesso mi va così. Nuovi baci mi aspettavano a casa. Mi sono lasciata andare.

Con un piede in Paradiso.

La strada corre rapida. Attorno a noi solo Natura, unico segno di civiltà quel lungo serpente di asfalto. Guardo a destra e a sinistra, solo alberi, solo erba, solo verde. Verde che contrasta con il blu intenso del cielo. Solo qualche nuvola, piccola macchia sbiadita sul vetro della cupola azzurra sopra di noi. Maciniamo kilometri, l’auto mangia la distanza che ci separa dalla pace. Nessuna meta, solo la voglia di evadere dalla città, solo la voglia di trovare un luogo che ci prenda tra le sue calde braccia, solo voglia di arrivare in Paradiso, ammirarlo e fuggirne subito. Nessuno parla, solo la musica delizia le nostre orecchie. “Gonna rise up.. find my direction magnetically..”. Sporgo la mano fuori dal finestrino, lascio che danzi con l’aria, lascio che si muova al suono di quella melodia perfetta, lascio che tocchi per un attimo la mia anima, il mio cuore stanco, il mio cuore che cerca riposo. La strada comincia a scendere, il mio sguardo è improvvisamente catturato da uno scorcio. I miei occhi vengono magneticamente attratti dal quel luogo. Urlo agli altri di fermarsi, ho visto un posto stupendo, dobbiamo fermarci. Parcheggiamo l’auto e iniziamo a scendere per una stradina sterrata. Dopo una curva, all’improvviso il Paradiso si rivela a noi. Un fiume di ciottoli si muove lento ai piedi di montagne verdissime. Quell’acqua pura, argentea scorre annoiata sotto i nostri occhi. Senza dire niente, senza che un fiato esca dalle nostre bocche, ci spogliamo. Ci immergiamo nel fiume fresco. I sassi pungono sotto i piedi, ma non fanno male, la sensazione è piacevole, quel piccolo dolore mischiato al freddo dell’acqua fa il solletico alla mia anima. Rido. Le risa fragorose rimbombano in quel luogo solitario, per un momento mi convinco che non sia l’eco, mi convinco che sia la Natura a ridere con noi. Dopo esserci immersi, dopo aver camminato nel giardino dell’Eden, ci sdraiamo su dei grandi ciottoli, sotto il sole di un martedì di metà agosto. Mi guardo attorno. Per un momento, per una frazione di secondo, avverto un gran calore al petto. I miei occhi si inondano di lacrime. Sento, in quel luogo e in quell’istante, di aver capito. La bellezza mi si è rivelata e mi sento minuscola di fronte ad essa. La potenza della Natura, del mondo, dell’amore mi sono state chiare. Adesso è tutto diverso. Mi alzo, cammino verso gli altri e li abbraccio. Sento l’amore che mi scorre dentro, lo sento muoversi nelle vene e fa un po’ male. Non vorrei essere in nessun altro posto. Non vorrei essere con nessun altro. Ho visto l’amore negli occhi, l’ho guardato intensamente. Adesso non posso più farne a meno.

Grazie a voi, le persone più belle che conosco, adesso so che vi amo. Grazie Natura per la bellezza che ci hai regalato e che ci regali ogni giorno. Se qualcuno fosse interessato il luogo in questione si trova in Slovenia.

“Gli amici vicino sembravan sommersi dalla voce del mare… 

O sogni o visioni, qualcosa la prese e si mise a pensare, 

sentì che era un punto al limite di un continente, 

sentì che era un niente, l’Atlantico immenso di fronte… 

E in questo sentiva qualcosa di grande 

che non riusciva a capire, che non poteva intuire, 

che avrebbe spiegato, se avesse capito lei, quell’ oceano infinito… 

Ma il caldo l’avvolse, si sentì svanire e si mise a dormire 

e fu solo del sole, come di mani future…”

Francesco Guccini, “Canzone della bambina portoghese”.

Senza Speranza.

Mark Zuckerberg andrebbe ucciso. Ecco. Accidenti a lui e all’idea di inventare Facebook. Mio caro Mark Zuckerberg mi devi una bottiglia di gin, una di vodka, un fegato nuovo ed una nottata. Una nottata sprecata per colpa tua. Se quella diavoleria non esistesse io non avrei mai saputo che il mio ex sta già con un’altra. Non avrei mai saputo che è felice con un’altra. Apro Facebook e vedo “il tuo amico tal-de-tali ha commentato la foto della signorina x”. E chi ti vedo nella foto? Il mio ex felice e contento su una spiaggia spagnola con la signorina x. E per di più il mio “supposto” amico (a questo punto supposto) commenta “è un piacere vederti finalmente felice”. Che cosa? Che cazzo hai scritto? La morte. La prima intenzione è stata quella di andare a casa sua con un piede di porco e sbatterglielo in faccia fino a che non ne fosse rimasta una poltiglia informe. Tu, mio amico, che scrivi FINALMENTE felice? Ma io ti ammazzo. Ti disintegro. Hai finito di vivere. Dopo qualche minuto di ricerca vana di un piede di porco la rabbia ha lasciato spazio alla tristezza infinita. Ed ecco che riapro Facebook. La guardo. Lei è una di quelle donne belle da morire, sempre perfetta, mai con il trucco sfatto, mai un brufolo, super-magra, perfetta. Io sono uno schifo. Mai una volta che non abbia lo smalto sbocconcellato, mai una volta che non abbia i vestiti sgualciti, mai una volta che non abbia le scarpe sporche. Per quanto mi sforzi non sono mai perfetta. Per quanto mi sforzi non sarò mai come lei. Mi hai detto che mi amavi, perchè ero diversa, perchè avevo sapore. Quando mi hai detto addio hai detto che ho troppo sapore. Sono un groviglio di problemi e paranoie. Non esistono giorni tranquilli con me. Invece in quella foto lui sembra tranquillo, sembra sereno. è felice. Con me forse non lo è mai stato. O magari lo è stato per qualche minuto e si è aggrappato a quelli per cinque anni. Finalmente è felice. Felice con una donna che è l’esatto opposto di me. Mi sento proprio una merda. Non sarò mai capace di rendere felice nessuno, sono troppo complicata, non rendo felice me stessa, figuriamoci gli altri. Mi sento sempre più sola. Mi sento senza speranza.

“Never mind, I’ll find someone like you, 

I wish nothing but the best for you, too, 

Don’t forget me, I beg, 

I remember you said, 

“Sometimes it lasts in love, 

But sometimes it hurts instead”..”

Adele, “Someone Like You”.