Vero è che…

Eccomi.

Torno a casa finalmente, mi aspetterei un “bentornato”, chissà se ne riceverò. Per più di un mese sono mancata, per più di un mese ho messo in pausa la mia vita per dedicarmi completamente a quella di un altra persona. Eh..l’amore. Ti fotte sempre.

Finalmente sei tornato. Quando ti ho visto la mia serata si è illuminata, il mio cuore, i miei occhi. Tutto splendeva. Ho capito subito quanto mi eri mancato. Il tuo abbraccio mi ha restituito ciò che mi era stato strappato via per mesi, ciò che New York mi aveva rubato. Il tuo odore, le tue mani, il calore del tuo corpo. Come ho fatto a vivere per tutti questi mesi senza di te? Dio, non mi sembrava vero averti tutto per me. Ma è bastato poco per capire che qualcosa era cambiato. Dopo l’entusiasmo iniziale ho avvertito l’oscurità, ho avvertito il pericolo.

Dopo poco tempo sono iniziati i litigi, le offese, le mani. Non eri tu, non ero io. Eri cambiato, eri pericoloso. Tuttavia non ho voluto abbandonarti, ti ho curato come non avevo mai fatto con nessuno prima. Adesso hai capito i tuoi errori ed io ho capito i miei. Siamo cresciuti insieme. Tra poco ripartirai e con te lo farà una parte di me. Porterò sempre le cicatrici del tempo insieme, sia fisiche che mentali. Mi mancherai, come sempre. Ti amerò, come sempre. Ovunque tu ti nasconda, qualunque maschera tu indossi.

Vero è che.. ho messo da parte me stessa per te.

Vero è che.. adesso che te ne vai ricomincio a vivere.

Non offenderti per questo, sai che siamo due pianeti noi, mai troppo vicini, mai troppo lontani. Non esisteremmo l’uno senza l’altro, ma se ci scontrassimo nessuno dei due ne sopravviverebbe.

Mi mancherai. Ti amerò.

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In un mare di vodka

Vestita dei miei bicchieri di troppo
Ti vedo, cado
Dolore

Ho una cicatrice che non si rimargina
Non si ricuce
Sanguina

Ogni volta che le nostre labbra,
Le nostre lingue
Si perdono ancora

Danzano
Naufraghe
In un mare di vodka

Senza Speranza.

Mark Zuckerberg andrebbe ucciso. Ecco. Accidenti a lui e all’idea di inventare Facebook. Mio caro Mark Zuckerberg mi devi una bottiglia di gin, una di vodka, un fegato nuovo ed una nottata. Una nottata sprecata per colpa tua. Se quella diavoleria non esistesse io non avrei mai saputo che il mio ex sta già con un’altra. Non avrei mai saputo che è felice con un’altra. Apro Facebook e vedo “il tuo amico tal-de-tali ha commentato la foto della signorina x”. E chi ti vedo nella foto? Il mio ex felice e contento su una spiaggia spagnola con la signorina x. E per di più il mio “supposto” amico (a questo punto supposto) commenta “è un piacere vederti finalmente felice”. Che cosa? Che cazzo hai scritto? La morte. La prima intenzione è stata quella di andare a casa sua con un piede di porco e sbatterglielo in faccia fino a che non ne fosse rimasta una poltiglia informe. Tu, mio amico, che scrivi FINALMENTE felice? Ma io ti ammazzo. Ti disintegro. Hai finito di vivere. Dopo qualche minuto di ricerca vana di un piede di porco la rabbia ha lasciato spazio alla tristezza infinita. Ed ecco che riapro Facebook. La guardo. Lei è una di quelle donne belle da morire, sempre perfetta, mai con il trucco sfatto, mai un brufolo, super-magra, perfetta. Io sono uno schifo. Mai una volta che non abbia lo smalto sbocconcellato, mai una volta che non abbia i vestiti sgualciti, mai una volta che non abbia le scarpe sporche. Per quanto mi sforzi non sono mai perfetta. Per quanto mi sforzi non sarò mai come lei. Mi hai detto che mi amavi, perchè ero diversa, perchè avevo sapore. Quando mi hai detto addio hai detto che ho troppo sapore. Sono un groviglio di problemi e paranoie. Non esistono giorni tranquilli con me. Invece in quella foto lui sembra tranquillo, sembra sereno. è felice. Con me forse non lo è mai stato. O magari lo è stato per qualche minuto e si è aggrappato a quelli per cinque anni. Finalmente è felice. Felice con una donna che è l’esatto opposto di me. Mi sento proprio una merda. Non sarò mai capace di rendere felice nessuno, sono troppo complicata, non rendo felice me stessa, figuriamoci gli altri. Mi sento sempre più sola. Mi sento senza speranza.

“Never mind, I’ll find someone like you, 

I wish nothing but the best for you, too, 

Don’t forget me, I beg, 

I remember you said, 

“Sometimes it lasts in love, 

But sometimes it hurts instead”..”

Adele, “Someone Like You”.

Two souls in one body.

Oggi mi sento così. Mi sento di postare una foto a cui tengo tantissimo. La foto mi è stata scattata da M. un pomeriggio di troppi giorni fa, di troppi mesi fa. Quando me l’ha mandata ha scritto nel messaggio “Two souls in one body”. La frase mi è subito piaciuta. Nella prima parte della foto si notano gli occhi truccati sempre troppo, sempre troppo neri e i capelli rossi. Questo è il lato più aggressivo di me, quello più rock ‘n roll. Nella seconda foto invece il sorriso. A significare che tutta quella aggressività è solo apparenza, c’è il mio sorriso. Il più sincero perchè era dedicato a te. A te. Ti ho amato così tanto. E tu hai dovuto mettere un oceano tra di noi per paura di quello che sarebbe potuto succedere. Non hai saputo affrontare qualcosa che sarebbe potuto essere bello. Qualcosa che avrebbe potuto renderti felice. E ora mi mandi un biglietto di sola andata per NY. Adesso mi chiedi di trasferirti da te. Adesso mi dici che ti manco troppo. Adesso mi dici che se sorrido io, sorride tutta New York. Adesso. Perchè non mesi fa? Perchè non quando ti avevo qui? Mi sembra tutto così assurdo… Mesi fa eri con me ogni giorno, adesso sei a migliaia di kilometri. Adesso ti vedo solo attraverso lo schermo di un computer. Non sopporto di non poterti toccare, non sopporto di non poter sentire l’odore della tua pelle, non sopporto di non poterti baciare. Non sopporto. Adesso faccio le valigie e prendo quel fottuto aereo. O forse no. Ho paura. Ho paura di buttarmi una relazione inconcludente a migliaia di kilometri da casa, con nessuno che mi aiuta se cado. E cadrò. Già lo so. Siamo troppo diversi per essere felici insieme. Però lo vorrei, solo dio sa quanto lo vorrei. Vorrei che tu fossi il mio lieto fine, il mio per sempre felici e contenti. Eccome se lo vorrei.

M. I miss you so much.. sei il sapore delle mie giornate, sei lo zucchero nel mio yogurt troppo acido, sei il ghiaccio nella mia acqua nei pomeriggi troppo caldi, se il sole che mi sveglia al mattino, sei la luna che mi addormenta la notte, sei quanto di più bello c’è nella mia vita. Torna da me. Leave NY and come back to me, please..

“I wasn’t born to lose you

I want you, I want you,

I want you so bad,

Honey, I want you..”

Bob Dylan, “I want you”.

Notte ed empatia

I miei occhi si posano sulla strada vuota. Sono le 3 del mattino, fuori è buio pesto e non c’è nessuno in giro. Poggio la testa alla sedia e i piedi sul muretto del terrazzo. Lascio che il freddo delle piastrelle delizi la mia pelle e che le note di questa canzone delizino le mie orecchie. Adoro passare le ore così, al freddo e al buio guardando le case altrui. Spesso immagino cosa stiano facendo le persone, me le immagino mentre dormono, mentre russano, mentre fanno l’amore o mentre guardano la televisione, insonni come me. Inevitabilmente la mia mente vaga, si affaccia a tutte le finestre, sbircia da ogni più piccola fessura. Inevitabilmente, durante la notte, la mia mente giunge fino a te. Il mio pensiero percorre i kilometri che ci separano e viene a bussare alla tua porta. Stanotte più che mai, stanotte non posso trattenerlo. Immagino che tu stia dormendo. Posso solo immaginare quanto tu stia soffrendo in questo momento. Penso alle lacrime che scendono sul tuo viso e le sento scendere anche sul mio. Penso alla sensazione che hai provato quando il tuo cuore si è spaccato in due, e la provo anche io. Dicesi “empatia” la capacità di comprendere appieno lo stato d’animo altrui, sia che si tratti di gioia, che di dolore (cit. Wikipedia). Io avverto il tuo dolore, lo sento mandare in frantumi il mio stesso cuore, lo sento distruggere i miei sogni e le mie fantasie, lo sento tirarmi i pugni nello stomaco. Lo sento. Ma posso davvero comprenderti appieno? Posso sentire tutto ciò che senti tu? Vorrei poterti aiutare. Non sai quanto vorrei. Ma non credo di essere in grado. Ho sofferto ed adesso sono stanca. Ogni piccolo cambiamento, ogni folata di vento mi piega e mi spezza come un ramoscello. Ogni volta che qualcuno intorno a me soffre, soffro anche io e non riesco ad essere d’aiuto, anzi, peggioro la situazione. Mi sento una persona inutile perchè l’unica cosa che riesco a dirti è “ti capisco” e in fondo non so neanche se sia vero. Cerco di capirti. Ma ci riesco veramente? Sento di non essere abbastanza. Mi sento inadeguata. Come si aiuta una persona che soffre? Basta starle accanto? A lei basterà sentire la mia presenza, basteranno i miei abbracci e le mie carezze? O serve di più? Non ho altro da offrire al momento. Non ho le parole “giuste” da dire, non ho una mia opinione da esprimere. O meglio, un’opinione ce l’ho. Ma ho paura che ti faccia stare troppo male. Ho paura che tu non possa sopportare la realtà nuda e cruda. Non si torna indietro amica mia, non si può riavvolgere il tempo, ciò che è successo era inevitabile e non vi si può porre rimedio. Il pessimismo mi attanaglia. Non sono di nessun aiuto. Preferisco lasciarti in pace e immaginarti mentre dormi.

Buonanotte amica mia, piangi fino ad addormentarti, domani è un giorno nuovo. Domani forse troverò la forza di parlarti, domani forse cambierò anch’io.

“Ma tu chi sei che avanzando nel buio della notte inciampi nei miei più segreti pensieri?”

William Shakespeare.

Amo Amare

“I can’t get no..satisfaction..”. Mick Jagger e gli Stones la sapevano lunga. Come mai è così difficile essere soddisfatti? Come mai è così difficile dire “sono felice”? Manca sempre qualcosa. L’equazione della felicità ha troppe incognite. Vivo la vita a pieno e ne sono felice, quando passo le notti con gli amici ad ubriacarmi e aspettare l’alba in un prato, quando passo le notti a ballare e ridere, quando passo le notti con delle persone fantastiche, mi sento felice. Sento che non mi manca niente. Sento che potrei andare avanti così al’infinito. Però quando torno a casa, quando mi trovo sola sul letto sento un piccolo vuoto nel cuore. Sento che qualcosa alla fine mi manca. Mi manca l’amore, mi mancano i baci, mi manca il sentirsi completi a vicenda. Cos’è l’uomo se non ama? Che senso ha vivere senza l’amore? Non so spiegarmelo. è vero che è importante saper vivere anche da soli, è importante bastare a noi stessi. Ma credo che l’uomo, in quanto tale, sia fatto per amare. Per bearsi dell’amore che prova, del senso di completezza che ne deriva, ma per gioire anche delle sofferenze che l’amore può arrecare, perchè anche di questo è fatta la vita. Il dolore è vita. Che senso ha la mia vita se non ho nessuno che mi ama, se non ho nessuno con cui condividerla? In realtà sono circondata da persone che mi amano, gli amici, la famiglia, il mio cane. Ma è un altro tipo di amore quello che mi manca. L’amore travolgente, quello che non ti fa ragionare, che ti prende come un’onda e ti porta al largo, l’amore che non ti fa tornare a riva, l’amore che spesso ti fa affogare. è questo che cerco. Non cerco un amore tiepido, certo più semplice, con meno sofferenze, ma meno “vivo”. Mi sento realmente viva solo quando sento il mal di stomaco, solo quando provo una passione travolgente. Come posso essere completa senza la cosa che amo di più? Amo amare. Amo l’amore. Ecco tutto. Ciò non significa che sia una persona che si accontenta, che pur di essere amata si lascia andare a chiunque. Anzi, in realtà sono una persona sentimentalmente molto esigente. Sono una persona che si innamora dei gesti. Sono una persona che si innamora di un sorriso, di un gesto della mano, di una smorfia. Mi innamoro di chi non si prende mai sul serio, mi innamoro di chi sa ballare, mi innamoro di chi sa ridere, mi innamoro di chi sa vivere. è vero, ho amato te. Mi sono innamorata del tuo sorriso la prima volta che l’ho visto. Ma adesso non sono più sicura dei miei sentimenti. è bastato molto poco per farli vacillare. è bastato un altro sorriso. è bastato notare un altro uomo. è bastato perdermi in due occhi così profondi, è bastato deliziarsi dei capelli che gli scendevano sul viso, è bastato innamorarmi del suo modo di ballare, lui che sa fare l’amore con la musica, che la scopa per tutta la notte. è bastato poco. E l’altra notte, tra mille persone io non guardavo più te. L’altra notte mi ero persa dietro un nuovo amore. Amo la notte perchè è in quella che vivo, amo la notte perchè mi ha portato te.

Grazie a te che hai insaporito la mia notte, anche se ti ho solo guardato, anche se tra noi probabilmente non ci sarà mai nulla, sei lo spettacolo più bello a cui potessi assistere. Grazie a me stessa, perchè sto iniziando a uscire dalla sofferenza, sto iniziando ad uscire dalla tua morsa. Grazie anche a te A. che mi hai ricordato cosa è la vera passione.

“Innamoratevi, se non vi innamorate è tutto morto, morto tutto è!..

..per trasmettere la felicità bisogna essere felici, e per trasmettere il dolore bisogna essere

felici. Siate felici! Dovete patire, stare male, soffrire! Non abbiate paura di soffrire: 

tutto il mondo soffre.”

Roberto Benigni, da “La tigre e la neve.”

L’amore non corrisposto.. mendicando piccoli pezzi di te

Qualche giorno fa è venuta a trovarmi la mia cara amica L., che conosco da 10 anni, e prese dalla nostalgia abbiamo deciso di leggere i vecchi diari. In particolare ci siamo fatte attrarre dal diario numero 1 e dal diario numero 2. Le storie che vi sono imprigionate risalgono ai primi anni del liceo, alle prime cotte non corrisposte, ai primi baci, ma anche al primo amore. Abbiamo letto qualche stralcio di storia qua e là e, con nostro grande stupore, ci siamo rese conto di non essere cresciute poi tanto, o perlomeno di essere regredite. Regredite ai diari numero 1 e 2. Le paranoie di quei giorni ormai lontani sono quelle tipiche di un adolescente: perchè non mi vuole? non sono abbastanza per lui? perchè mi piacciono sempre quelli che non mi ricambiano? perchè piaccio solo a quelli che non mi interessano? vedi lui sta con una più bella, più simpatica, più intelligente, più tutto di me! Ebbene sì. Anche se sono passati 10 anni le paranoie sono sempre quelle. Ormai sono adulta e consapevole di ciò che sono, so apprezzarmi e quasi amarmi, so che valgo tanto e che qualcuno prima o poi se ne renderà conto. Certezze che vengono vanificate in un attimo da un amore non corrisposto.  è pur vero che anche l’amore non corrisposto a suo modo è bellissimo, come è bellissima la sofferenza che provoca. Tuttavia superata la soglia dell’adolescenza un amore del genere può letteralmente distruggerti. O almeno questo è l’effetto che ha fatto a me. Mi ha fatta in mille pezzi e lasciata a terra a tentare di ricompormi. Ma non ci riesco. Ogni volta che lo vedo, ogni volta che ci parlo, ogni volta che mi da un bacio sulla guancia per salutarmi, ogni volta che fa l’amico con me, io muoio. Mi distruggo. Purtroppo quando voglio intensamente una persona non riesco a farne a meno, mi aggrappo a quel poco che questa persona vuole concedermi pur di non perderla del tutto. Adesso tu vuoi essere mio amico. Stanotte mi hai parlato delle tue donne, mi hai parlato dei tuoi errori e delle tue fantasie, non rendendoti nemmeno conto che mi stavi lentamente uccidendo. Era come se mi avessi messo le mani alla gola e stessi stringendo la presa piano piano. In alcuni momenti riuscivo a prendere fiato e addirittura a ridere, in altri restavo imbambolata, senza aprire bocca, uccisa dalla tua stretta micidiale. Non ti rendi conto di quando mi fai soffrire. Non te ne rendi conto o non te ne importa niente. Forse non hai capito quanto ti amo. Forse non sai quanto intensamente ti vorrei. O forse lo sai e vuoi lo stesso mantenere questo strano rapporto con me. In alcuni momenti mi sembra di essere un cane sotto al tavolo, a mendicare i tuoi avanzi, le tue ossa, a mendicare una tua parola dolce, un tuo sguardo. Non è così che uscirò dalla tua morsa, lo so. Ma non riesco a fare a meno di mendicare un piccolo pezzo di te.

Grazie L., mi consoli quando sono a pezzi, ti ubriachi con me quando ti accorgi che è di quello che ho più bisogno. Amore mio concedimi ancora dei piccoli pezzi di te, per ora me li farò bastare.

“Solo chi ama senza speranza conosce il vero amore.”

Pablo Neruda