In un mare di vodka

Vestita dei miei bicchieri di troppo
Ti vedo, cado
Dolore

Ho una cicatrice che non si rimargina
Non si ricuce
Sanguina

Ogni volta che le nostre labbra,
Le nostre lingue
Si perdono ancora

Danzano
Naufraghe
In un mare di vodka

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Vomitando vodka ed emozioni

Ok. Per oggi ho vomitato abbastanza. Sia fisicamente che mentalmente parlando. Magari le due cose sono strettamente collegate, chissà. Magari vomito emozioni e vomito nel vero senso della parola per rendere il tutto il più tragico possibile. Tipico. Tipico di me. Rendere le cose iper-tragiche, iper-assurde, iper-depresse e poi arrivare un bel giorno e dire: “ma a me non è che freghi più di tanto”. Perfetto. Hai pianto tutte le lacrime del mondo solo perchè ti piace soffrire e non perchè in realtà soffrissi veramente. Molto intelligente da parte tua, molto intelligente. Avrei voglia di tirarmi un cazzotto in testa da sola. Ma l’unica cosa che farò è bere. Ebbene sì, l’alcool mi ispira in tutti i sensi. Prenderò il mio bicchierino di vodka e sotto con le emozioni. Sotto con il caldo alla testa, sotto con il mal di stomaco, sotto con il sangue che brucia nelle vene, sotto con il vomito. Vomito emozioni e non smetterò mai di farlo. Vomito dolore, vomito le farfalle che mi volano nelle stomaco, vomito felicità, vomito tutto ciò che è possibile vomitare. Se vomito tanto mio caro è anche per colpa tua. Sì hai sentito bene, è anche colpa tua. Hai deciso che dovevi avermi e così è stato. Non ho saputo resisterti e ho perso la testa per te, ho dato tutto per te. Mi sono buttata dentro di te senza paracadute, ho lasciato che il mio cuore si schiantasse per terra dopo aver saltato da 2000 metri. Ho investito me stessa e non ho avuto in cambio nulla. Anzi no, una cosa l’ho avuta in cambio. Una bella porta in faccia. Sbam. Bella botta di vita. Nonostante questo ancora non riesco a farmene una ragione e non vedo l’ora che arrivi il momento in cui potrò vedere di nuovo il tuo sorriso. Però una cosa mio caro devo dirtela. Venerdì quando tu non c’eri, ho notato un altro sorriso. Un’altra persona tra mille mi ha lasciata a bocca aperta e mi ha fatto provare ciò che solo tu, dopo tanto tempo, eri stato in grado di farmi provare. Chissà. Certo è che sulla fiamma della nostra storia sto gettando benzina solo io, tu te ne sei andato settimane fa, mi hai lasciato vicino a quel fuoco a sudare la mia stessa anima pur di continuare a tenerlo acceso. Adesso la mia tanica è quasi vuota. Non ho più nulla da bruciare e magari brucerò per qualcun altro un giorno. Magari proprio lui, con quel sorriso così bello e così ipnotico mi farà bruciare ancora. Non lo so. Per adesso sono ancora qua che getto benzina sulle ceneri del nostro amore. E bevo. Non mi resta altro da fare. L’alcool sta entrando in circolo e finalmente anestetizza il mio cuore malandato. “I’ve been looking so long at these pictures of you..”

Grazie ai The Cure per la canzone che mi ha fatto sognare quella notte, grazie anche te perchè, anche solo per qualche ora, mi hai fatto innamorare.

“Usando, a gara, i loro estremi ardori, i nostri cuori saranno due grandi fiaccole, 

che rifletteranno le loro doppie luci nei nostri spiriti, specchi gemelli.

Una sera di rosa e azzurro mistico ci scambieremo un unico bagliore,

simile a un lungo singhiozzo, risonante d’adii.”

Charles Baudelaire, da “La morte degli amanti”, I fiori del male.